Home » gonnyTag correlati: fassari, ricordo, donna, odore, solerzia, pensiero, creatività , dedica, timoteo, pantagruele, a mio figlio, milady, poesia, aggiornamento, jim morrison
Burro cacao esplodi il tuo seno. Esplorami come sai fare tu. Saponifica le nuvole rosa. Nunzio ha appena appreso di essere omosessuale. Appartamenti in fila indiana al semaforo costituiscono un grande fermento religioso. Filiamocela al più presto, non resisto più. Piumedistruzzo era il suo cognome da nubile. Ildegranda Pozzetto aveva dei seni enormi. Averroè chi era? Eraclito scorre? ?
Sto invecchiando, ho il cazzo sempre moscio. Don Giovanni, vediamoci noi due soli e tocchiamoci.
parliamo del perché gli altri talvolta mi sembrano strani. Ti fenderei il frenulo, se vuoi. potrebbe esserti d'ausilio?
le pubblicità su facebook sono tremende:
Hai voglia di sesso?
Vuoi fartela leccare da una ragazza? Cerco ragazzo solo per una notte. Il mio numero è 320 entra qui per vedere il resto.
Voglio fare l'amore con te, ma a parte questo vuoi fare qualcosa?
So solo che sono dalle 16 qui a non fare un cazzo, davanti al monitor. Mi dicevi che ti chiesero di me e pingue, Vecchio Bove?
Boh Veh, Boe Veah. Boa Weah mi puoi raccontare più precisamente oca, che è un escamotage per vedermi?
Sarà bene non raccontare fandonie in giro o penso che mi masturberò stasera, pensandoci.
ops.
Sugommi il cazzo l'altra sera. Clotilde sditalinando il sentiero teco ardì codesta favella. L'uccello pianse a più non posso, sorreggimi cazzinculo, ti aspetterò. Né 'l rider Diaframmae, né l'ano resse: al colpo soppiàttodi un'aria ven fuori.
Ei, 'nebriatosi, dell'aria fece coccarda a piene mani. Co' darda. Olezzi, solleoni e lune dirigermi l'ano tuo, accesi il tuo cor ormai svampito il cazzo mio.
Carezzatosi 'l memmo, parea danzar al Tuo cospetto: è del tuo, se vuoi, lo sai. Carezzandomene 'l memmo, scoreggiai tutto d'un fiato! Strofonassi 'l mento, mi guardai ben dal minger lagrime da' corbezzoli, il bischero corresse la traiettoria infilandosi in quel conno munto e soggiogato:
"CONNO!" soleva esclamàr costui.
"Conno a' l'orizzonte" et vedéasi ghermir le fronde.
"Sodomiti! Sodomiti!" e 'l conno mungea le vacche.
Pensai alla stessa favella mio dolce amico con il cazzo a biella. A munger la vacche pensai. Pensai, ma il pen', sai... è fiordilatte, pardon. par un dono: un dono natalizio quel cazzo burbero che mi si tronfiò dinnanzi:
Beota 'l pen s'ha nul futuro,
Garrota 'l sangue e dà 'l tuo culo
E di nuovo:
Pen di latte, pen di alloro,
muso d'oro e cazzo sborro.
Orro, m'aborro l'sacco fu matto scacco. Aborro dinnanzi al Sacco, in burro tecomi saccente. Tenente. Te, nente, imburroacquemi. Nente, ei mente: fu niente, tenente; nenti vitti tenente. Tienilo a mente che la mente mente sornione. Tien Lo ha mente. Tien Lo viene spesso a lavare il soggiorno. Tien Lo Chun li e culocàmice.
Garrota saccente, tiènte. Culocàmice ormai ferito, recàvisi a dimandar de 'l busto in sartoria. Mater sorridèa a breve. Tenesti con te e tentasti, tientennomi cazzo scriptu.
Sugellomi analogico mi chiede: suggello un mi bemolle? Che segafreddo devo dirlene? S'ha da recarvisi meco in dimora torrefatta, attendevisi 'gnudi dal par tuo. Parsi d'aver munto olii e proccacciavasi vivande per costoro. Fagocitavasi pietanze e tecomi 'l boccheggiar dinanze sorridea.
Sorrideami penserà che sei frocio, sicuro. Mi farò una sega in webcam: Tiggiuro*, cazzo organizzatevi teco.
*Tiggiuro è un borgo adiacente al mio, una piccola frazione del paese. Aveva 63 abitanti e poi con la speculazione edilizia degli anni 70 il borgo si è disabitato. Ora conta due anime pie che talvolta fanno capolino presso le vecchie abitazioni in cui hanno consumato l'infanzie.
E' d'uopo la tua discussione? Giocavan a nascondino e nascondeasi tra le fronde.
Dai racconti di Fievel Savoca, "mi sughi seniorita" ed. Mondadori 1961.
Ti osservavo con audacia, fondendo il mio essere dentro il tuo soprabito incolore. Odoravo subdolamente di ceppi primaverili, potevo inorridire al solo pensiero di perdere il mio ego. Ti amo latrato di bue, sorseggia insieme a me limpidi sieri arborei. Il tuo sguardo glabro mi sorrideva, ti sognai nudo, caprino, dolente, possedevi con ferocia le mie ambizioni più stantie. Turpe e loquace, antico monile di nocciuolo indorato, nobile e severo cuore di daino, potrei sciogliere un panetto di burro sul tuo viso paonazzo e vermiglio. Ieri ti osservavo, i tuoi rudi occhiali riflettevano la mia immagine ormai stanca e durevole, la tua mano violentava il mouse con medievali rintocchi di campana all'unisono. La donna nella stanza canticchiava jingle viennesi mentre il vecchio Sam rifiniva il lavoro con cupidigia proteiforme. Potrei ucciderti stasera, ma oggi è tardi!
Una veduta dorica adombrava il mio ricordo barocco, raffermo come il pane del porto. Crown riusciva a malapena a sorreggere il mio corpo ormai stanco. La luce penetrava ossessivamente in quella stanza antica, il segnaposto dell'anno precedente presentava allegorie di putti in sovrappeso. Potevo perdermi in quei ricordi perversi, l'estate del '42 aveva segnato per sempre la mia infanzia.
Dorothy perse l'utilizzo del pene dopo un gravissimo incidente l'anno prima. Io e Dorothy spesso ci recavamo ai giardini per rincorrere e uccidere vecchi gabbiani in putrefazione. Ricordo ancora i ramoscelli inzuppati di budello e pan frutta alle pere. Maria la saponificatrice spesso ci aiutava a impagliare gli uccelli, ci consigliava gli ingredienti per un ripieno alle erbe da inserire al posto delle budella della cinciallegra:
10 gr. di strutto di pecora
20 gr. Di farina allo zenzero
300 ml. Di acetone della Brianza
18 uova di cartapecora
36 kg. di erba gatto al cioccolato Steiner
Il nitrito della cinciallegra era inconfondibile, urla incolore, egiziani giochi di luce percuotevano le finestre come grandine durante un temporale autunnale. Le nuvole rosa e il latrato dell'uccello potevano riempire intere giornate. Il contrappunto non poteva sostituire quel gradevole ritmo pulsante che spesso si sovrapponeva al battito di ali di quel pene innestato con ali di Galvani. La stanza buia e gli incensi afrodisiaci eccitavano Clotilde e gli umori vaginali riempivano un secchio di ebano da utilizzare durante i bagni termali. Le travature non venivano sistemate durante la messa, ma la circonlocuzione della torta di mele potava interi ghirigori di nenie infantili.
Collodoro Letizia mi osservava solinga. Potevo annegare nel suo sguardo marmoreo, e il guttalax rifletteva perversioni primaverili; solo Piero agitava il polso con veemenza ri-bustrofedica.
Diamine!
ricordo ancora di quando tuo zio ha deflorato la mia rosa. oggi mi si sono bagnate le labbra, ricordandolo.
vorrei odiarti ma i miei capezzoli odorano ancora del tuo seme. ti amo
pesce, pasciuto, panciuto, passato, pubertà! odore di sorbetto alla nocciola ricoperto di pesca e knut.
ma non mi va, volevo stare un po' con te, pollo. mi annoio con te, piccolo sdrucciolevole pappagallo sott'aceto! non puoi ripetere tutto come un laoconte in carica massima. cos'è che ti fa ridere, bella ragazza? non ridere, ginestra.
avevo scritto qualcosa di simile, tre pensieri fa... e tu? ha risposto qualcuno? c'era qualcuno al telefono, un giorno. o domani dovrò tentennare un testicolo, imbevendolo di latte di scelfo caprino? i tuoi occhi rievocano in me bei ricordi, di un vecchio uomo che vive sul faro e lasciava che la sua lunga ed affidabile barba venisse accarezzata dal vento. il vento sul mento, gli dicevo io... roberto. ah va bene!
mmmh mmmhm...... milady sorbello, tua madre non ha risposto! mi ha tirato un sospiro di sollievo, mugugnando eclettiche gesta con quel far suo finto-retrò. è rimasto un panino? ne vorrei uno, ho ffame, voglio il pane. ho sete, dov'è il prete? padre stefano, posso confessarmi?
un sogno di cui non se ne può far conto, padre. sono vivo e non so più nulla. lo vedi come si altera tutto, massimiliano? siamo perversi, massimiliano? basta dai, sì... ma sì, milliano... milliano, non lo pensi davvero? madre.
lo vedi che hai scoperto il secreto... boh, questo lo metto nel prossimo verso, hahaha! che poi il prossimo verso come continua? lo lascio così. driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin....... pronto?
scrivi con me... stai guardando? mi riconosci, figlio mio? sono tuo padre. ti posso salutare con un bacio?
Gebedia puzza di cazzo osservava mestamente il torrione. Gino non esagitarti, le pillole suonano all'unisono. Ho sonno? L'università non va bene, i 30 e lode fioccano come cieli spagnuoli. Ho finito il purgante e ho preferito acquistare nuovi cetrioli in salamoia, potrei inerpicarmi per tragitti gravosi ma il mio sterno sorride di gioia al sol pensiero di un sol levante appena intonato. Non ridere, per favore... non ridere di me, sorridi alle ginestra; ho freddo ma piango di solitudine. Pino Silvestre aveva un figlio e io ho percosso le sue natiche con dolore, un supplizio ancestrale ruvidava il mio Ego calpestato. Il tonno era a 15 euro al chilo l'altra sera in Chiesa, sui tasti del fanalino di coda ondeggiava un baleno di emozioni. Coldplay, cold bettere e stiv vuonder amatemi after having buried their son.
Irt sulis succa anort te ip mal itto fut neve ivi ne auq ca.
Amandone.
il mio amico timòti mi abbandona senza motivo apparente. per questo motivo gli ho dedicato il precedente post: ermetico e rabarbaro. latte e cuscinetti a sfere per te, salubre ed ebbro timòti.
vorrei addentare una buona barretta al cioccolato bianco, ma spesso abbandono me stesso al sogno di cambiare vita. con te, mio vecchio amico. con te, conte di montecristo.
la natura è in festa, è primavera. prima vera occasione di corteggiamento tra due esemplari di rara bellezza racchiusi in un sacco cutaneo, interessante emblema dello scrigno che racchiude l'infinita saggezza umana ed intensi aromi muschiati.
timòti, perché non mi ascolti?
perchééééééééé?
ha ha ha!! ho riso di gran gusto, me la rido della grossa, la mia grassa opinione ha poco peso sull'impronta che il tuo candido uccello lascia sulla vecchia sabbia calabra. assaggio del buon gelato alla pesca e sorseggio vino adulterato con latte di calce. brindo nuovamente a te, sanguinolento timotéo.
ti vorrei qui vicino, timòti oliva (per gli amici andrea). vorrei dirti che il tuo seno verde rame è anche fastidioso se non usi un buon reggiseno imbottito, ma sappiamo benissimo entrambi che è una verità troppo scomoda.
le tue mammelle erano giuste, corrette ed equilibrate. offrivano al mio sguardo ottimi spunti di riflessione, ma raganella fassari abbeverava troppo fragorosamente il suo fiero sorriso equino.
il suo nitrito citrigno... nitrogeno eugenio, cognome e nome di un caval donato. non lo trovi buffo dare nome e cognome ad un cavallo, mio simpatico figlio di puttana? e credi di potermi possedere sulla poltrona a tuo piacimento?
devi ascoltarmi senza ridere di me e della mia insolente balbuzie, caro timòti oliva - detto andrea - timotì theodor o tìmoti in fasce che dir si voglia. non è più tempo per le allegre rimpatriate, checché se ne dica in giro.
ricordo benissimo quando al mio compleanno mi imboccasti quella fetta di torta. e ricordo anche tua moglie.
ti ricordi quando andavamo da te al mare e lei ci deliziava con quei passi di salsa e merengue, per poi intimarci di toccarle i seni? e non ricordi il mio disgusto tramutarsi in sorriso quando erroneamente mi sfioravi col tuo fallo in carne? ah ah ah! bei tempi, mio buon amico...... aaaaaaaah, vecchio timòti!
avremmo dovuto fare come inguine! perché non abbiamo attraversato il lago maggiore con lui? eppure i suoi inviti erano chiari e docili, mansueti come nebbia autunnale nel vecchio west, addentabili come il figlio di venerando.
e se fuggissimo insieme? ci hai mai pensato?
ti amo. so che suona banale, ma sono sincero. perdonami mamma.
Quel busto recitava a dovere.
Finirono le parusie d'aprile.
Ti amo Berengario.
Sei innaturalmente e schifosamente pingue, ti odio!
Tizzoni ardenti scaldano il mio deretano.
|