sono walter grasso. mi definiscono un sofisticato, ma sono pur sempre un fruttivendolo presso un mercato rionale. nel tempo libero, amo scrivere e disegnare; in più, suono il flicorno con la banda del paese e questo mi riempie il cuore di gioia. mi piace leggere. gogol, huxley, umberto eco, tiziano busto, stephen king, joyce e baudelaire sono i miei preferiti, ma non mi tiro indietro quando ho l'occasione di leggere fumetti di moebius, pazienza e guido crepax. apprezzo anche il cinema, un po' meno quello recente. adoro i film di david lynch, stanley kubrick, godfrey reggio, phil pescio, woody allen e andy warhol. ascolto molta musica, in particolare philip glass, radiohead, brian eno, aphex twins, gigi d'agostino, john coltrane, jaco pastorius e 883. amo ascoltare il mare, di notte, fumando un sigaro e sorseggiando un buon brandy invecchiato. mi piace scoprire la natura, viaggiare senza una meta sulla mia bicicletta nudo e scoprire posti che non esistono. mi piace vestire casual, senza troppa formalità e con poco trucco. amo le donne semplici, spontanee, intelligenti ma sofisticate. sono single e sto bene così.
ATTENZIONE: se non visualizzate correttamente le immagini, scaricate opera o firefox e buttate quello schifo di internet exploder di microsfott. gusterete un mondo più bello e volerete in cielo in carne e ossa. capito stronzi? se poi volete tenervi explorer, non venitemi a trastullare il deretano con i vostri superflui ed emotivi lamenti.
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domenica, 19 luglio 2009

Sto invecchiando, ho il cazzo sempre moscio. Don Giovanni, vediamoci noi due soli e tocchiamoci.
parliamo del perché gli altri talvolta mi sembrano strani. Ti fenderei il frenulo, se vuoi. potrebbe esserti d'ausilio?
le pubblicità su facebook sono tremende:

Hai voglia di sesso?
Vuoi fartela leccare da una ragazza? Cerco ragazzo solo per una notte. Il mio numero è 320 entra qui per vedere il resto.

Voglio fare l'amore con te, ma a parte questo vuoi fare qualcosa?
So solo che sono dalle 16 qui a non fare un cazzo, davanti al monitor. Mi dicevi che ti chiesero di me e pingue, Vecchio Bove?
Boh Veh, Boe Veah. Boa Weah mi puoi raccontare più precisamente oca, che è un escamotage per vedermi?
Sarà bene non raccontare fandonie in giro o penso che mi masturberò stasera, pensandoci.
ops.

Sugommi il cazzo l'altra sera. Clotilde sditalinando il sentiero teco ardì codesta favella. L'uccello pianse a più non posso, sorreggimi cazzinculo, ti aspetterò. Né 'l rider Diaframmae, né l'ano resse: al colpo soppiàttodi un'aria ven fuori.
Ei, 'nebriatosi, dell'aria fece coccarda a piene mani. Co' darda. Olezzi, solleoni e lune dirigermi l'ano tuo, accesi il tuo cor ormai svampito il cazzo mio.
Carezzatosi 'l memmo, parea danzar al Tuo cospetto: è del tuo, se vuoi, lo sai. Carezzandomene 'l memmo, scoreggiai tutto d'un fiato! Strofonassi 'l mento, mi guardai ben dal minger lagrime da' corbezzoli, il bischero corresse la traiettoria infilandosi in quel conno munto e soggiogato:

"CONNO!" soleva esclamàr costui.

"Conno a' l'orizzonte" et vedéasi ghermir le fronde.

"Sodomiti! Sodomiti!" e 'l conno mungea le vacche.

Pensai alla stessa favella mio dolce amico con il cazzo a biella. A munger la vacche pensai. Pensai, ma il pen', sai... è fiordilatte, pardon. par un dono: un dono natalizio quel cazzo burbero che mi si tronfiò dinnanzi:
Beota 'l pen s'ha nul futuro,
Garrota 'l sangue e dà 'l tuo culo


E di nuovo:
Pen di latte, pen di alloro,
muso d'oro e cazzo sborro.


Orro, m'aborro l'sacco fu matto scacco. Aborro dinnanzi al Sacco, in burro tecomi saccente. Tenente. Te, nente, imburroacquemi. Nente, ei mente: fu niente, tenente; nenti vitti tenente. Tienilo a mente che la mente mente sornione. Tien Lo ha mente. Tien Lo viene spesso a lavare il soggiorno. Tien Lo Chun li e culocàmice.
Garrota saccente, tiènte. Culocàmice ormai ferito, recàvisi a dimandar de 'l busto in sartoria. Mater sorridèa a breve. Tenesti con te e tentasti, tientennomi cazzo scriptu.
Sugellomi analogico mi chiede: suggello un mi bemolle? Che segafreddo devo dirlene? S'ha da recarvisi meco in dimora torrefatta, attendevisi 'gnudi dal par tuo. Parsi d'aver munto olii e proccacciavasi vivande per costoro. Fagocitavasi pietanze e tecomi 'l boccheggiar dinanze sorridea.

Sorrideami penserà che sei frocio, sicuro. Mi farò una sega in webcam: Tiggiuro*, cazzo organizzatevi teco.


*Tiggiuro è un borgo adiacente al mio, una piccola frazione del paese. Aveva 63 abitanti e poi con la speculazione edilizia degli anni 70 il borgo si è disabitato. Ora conta due anime pie che talvolta fanno capolino presso le vecchie abitazioni in cui hanno consumato l'infanzie.

E' d'uopo la tua discussione? Giocavan a nascondino e nascondeasi tra le fronde.

Dai racconti di Fievel Savoca, "mi sughi seniorita" ed. Mondadori 1961.

Elucubrato da: emotivo alle ore luglio 19, 2009 23:59 | link | commenti |
poesia, odore, donna, ricordo, gonny, fassari, timoteo, pantagruele

giovedì, 14 maggio 2009

Ti osservavo con audacia, fondendo il mio essere dentro il tuo soprabito incolore. Odoravo subdolamente di ceppi primaverili, potevo inorridire al solo pensiero di perdere il mio ego. Ti amo latrato di bue, sorseggia insieme a me limpidi sieri arborei. Il tuo sguardo glabro mi sorrideva, ti sognai nudo, caprino, dolente, possedevi con ferocia le mie ambizioni più stantie.  Turpe e loquace, antico monile di nocciuolo indorato, nobile e severo cuore di daino, potrei sciogliere un panetto di burro sul tuo viso paonazzo e vermiglio. Ieri ti osservavo, i tuoi rudi occhiali riflettevano la mia immagine ormai stanca e durevole, la tua mano violentava il mouse con medievali rintocchi di campana all'unisono. La donna nella stanza canticchiava jingle viennesi mentre il vecchio Sam rifiniva il lavoro con cupidigia proteiforme. Potrei ucciderti stasera, ma oggi è tardi!

Una veduta dorica adombrava il mio ricordo barocco, raffermo come il pane del porto. Crown riusciva a malapena a sorreggere il mio corpo ormai stanco. La luce penetrava ossessivamente in quella stanza antica, il segnaposto dell'anno precedente presentava allegorie di putti in sovrappeso. Potevo perdermi in quei ricordi perversi, l'estate del '42 aveva segnato per sempre la mia infanzia.
Dorothy perse l'utilizzo del pene dopo un gravissimo incidente l'anno prima. Io e Dorothy spesso ci recavamo ai giardini per rincorrere e uccidere vecchi gabbiani in putrefazione. Ricordo ancora i ramoscelli inzuppati di budello e pan frutta alle pere. Maria la saponificatrice spesso ci aiutava a impagliare gli uccelli, ci consigliava gli ingredienti per un ripieno alle erbe da inserire al posto delle budella della cinciallegra:

10 gr. di strutto di pecora
20 gr. Di farina allo zenzero
300 ml. Di acetone della Brianza
18 uova di cartapecora
36 kg. di erba gatto al cioccolato Steiner


Il nitrito della cinciallegra era inconfondibile, urla incolore, egiziani giochi di luce percuotevano le finestre come grandine durante un temporale autunnale. Le nuvole rosa e il latrato dell'uccello potevano riempire intere giornate. Il contrappunto non poteva sostituire quel gradevole ritmo pulsante che spesso si sovrapponeva al battito di ali di quel pene innestato con ali di Galvani. La stanza buia e gli incensi afrodisiaci eccitavano Clotilde e gli umori vaginali riempivano un secchio di ebano da utilizzare durante i bagni termali. Le travature non venivano sistemate durante la messa, ma la circonlocuzione della torta di mele potava interi ghirigori di nenie infantili.


Collodoro Letizia mi osservava solinga. Potevo annegare nel suo sguardo marmoreo, e il guttalax rifletteva perversioni primaverili; solo Piero agitava il polso con veemenza ri-bustrofedica.

Diamine!

Elucubrato da: emotivo alle ore maggio 14, 2009 01:13 | link | commenti |
poesia, jim morrison, pensiero, odore, donna, aggiornamento, dedica, ricordo, creatività, a mio figlio, gonny, solerzia, fassari, timoteo, pantagruele, milady

giovedì, 08 maggio 2008

Una tunica avevo indossato, solo una tunica, una tunica, cazzo!!! una tu-ni-ca  e basta... perché prendersela per una vecchia tunica. tu        ni         ca         ... tu eri piccola                piccola come una tunica.

Elucubrato da: emotivo alle ore maggio 08, 2008 16:09 | link | commenti |
pensiero, pantagruele

giovedì, 24 aprile 2008

non lo so, o sì? o no? sì o no? non lo so più... hahahaha!

domani mungo, domani mangio. me lo dicevo continuamente da giovane: prima lavati le mani e poi a tavola. vieni subito qui, peter! la tavola è imbandita ed il pasticcio di cavoli e coda di paglia è disaparecido.

pantagruele si sedette alla tavola, ricolma di frutti marini acerbi e ben disposti. "mangia tutto, che si fredda!" esclamò mamma badebecca.
pantagruele crebbe a dismisura, e per errore mangiò un piede del tavolo. il dottore era stupefatto nel ravanare: trovare un piede di frassino tra il chimo ed il latte non è qualcosa che accade tutti i giorni, orsù!!

pantagruele amava quel dottore. il suo monocolo su quel viso affossato dagli anni e dai ricordi di una vita lo rendeva un padre ai suoi occhi, un braccio fiero ed orgoglioso sul quale mordere coi denti da latte.
in qualche modo, rivedo me stesso in pantagruele. voi che ne dite?

hahahahah... ehm... err.... sbor... sono imbarazzato per l'esternazione languida con cui tento di accarezzare i miei ricordi

Elucubrato da: emotivo alle ore aprile 24, 2008 15:44 | link | commenti (2) |
pantagruele